Growth Hacking: cos’è e come funziona

growth hacking
Ultimamente si sente spesso parlare di Growth Hacking, lo si sente nominare nelle startup, oppure sui profili LinkedIn sempre più spesso si legge Growth Hacker ma sembra sempre un mistero oppure una tecnica mistica, vediamo insieme cosa si intende per Growth Hacking e di cosa si occupano i Growth Hacker

Cosa significa Growth hacking

Il termine Growth Hacking fa la sua prima comparsa nel 2010, per opera di Sean Ellis, e descrive le strategie di web marketing finalizzate alla crescita veloce di un’attività, con una mira specifica all’acquisizione di un numero di utenti superiore alle aspettative standard.
Sean Ellis è un imprenditore che ha iniziato con alcune startup che oggi sono diventate famose, fu lui che provò a diffondere Dropbox attraverso tecniche di marketing diverse dalle solite Ads. Fu di Sean Ellis L’idea di fare in modo che consigliando ad un amico il servizio di Dropbox tutti e due ne ricavassero 500 Mb di spazio in più.
Grazie a questa “Strategia” oggi Dropbox è tra i servizi di cloud più diffusi al mondo
Possiamo dire che Sean Ellis è un po’ il padre del Growth hacking sia per la sua metodologia di lavoro che per aver coniato il termine
Nello specifico, possiamo dire che il Growth Hacking consiste nello sviluppo sperimentale delle metodologie più utili per far crescere un determinato business, attraverso specifici canali di marketing.
Probabilmente sarebbe meglio dire che il Growth Hacking è un processo di crescita attraverso sperimentazione di canali di marketing meno tradizionali
Un definizione del termine e della professione non è facile da dare, in quanto le tecniche di Growth Hacking sono in continua evoluzione

Cos’è in pratica il Growth Hacking?

Come abbiamo visto sopra, la pratica del Growth Hacking consiste nella sperimentazione dinamica dedicata alla promozione di un prodotto o di un servizio, attraverso canali marketing in continua evoluzione, con l’obiettivo unico di incrementare un determinato business.
Coerentemente con la definizione generale, è possibile descrivere gli esperti di settore – i Growth Hacker – come professionisti dotati di skills altamente ricercate: essi possiedono conoscenze complete di marketing online, possiedono elementi di programmazione e tanta ed imprescindibile creatività, utile a dare vita a strategie originali e di successo.
Non esiste una strada sola per far crescere un prodotto o servizio ed è per questo che il Growth Hacking è definito come un processo più che come una tecnica vera e propria, un processo di crescita e continua sperimentazione per imboccare la strada giusta
Il Growth Hacking, come è facile immaginare, è un lavoro in continua trasformazione, capace di inglobare strumenti innovativi per aumentare le vendite di un’attività, in quanto si basa sulla sperimentazione di diverse soluzioni per riuscire ad individuare il metodo più consono, all’ottenimento del più alto ritorno sugli investimenti.
Quando parliamo di canali di marketing per lo sviluppo di sperimentazioni, è necessario considerare come questi possano variare a seconda dell’impresa che si desidera far crescere.
Vi sono poi strumenti trasversalmente rilevanti per tutte le tipologie di impresa, come Google e Facebook, per esempio.
Dal punto di vista invece delle tecnologie, un Growth hacker deve doverosamente essere al passo con i tempi e dunque conoscere tutti gli strumenti disponibili per andare verso l’automazione di determinate attività di marketing.
Tutte queste risorse hanno come obiettivo l’utilizzo dei dati acquisiti per potenziare l’attività strategica, massimizzando la risposta dei potenziali clienti e cercando di creare conversioni.

Ma quali sono le realtà che possono trarre maggiore guadagno da un’attività di Growth Hacking?

Negli anni, diversi esperti di Growth Hacking hanno sostenuto che queste metodologie fossero particolarmente adatte alle giovani startup; eppure, secondo molti altri, ogni tipo di attività già avviata può trarre ottimi benefici in termini di vendite, dalla messa in opera di tali strategie.
Le startup sono tra le realtà che hanno meno soldi da spendere in marketing ed è per questo che il Growth Hacking si è spesso associato a queste realtà, in quanto i soldi erano pochi e bisognava trovare nuovi clienti ad un costo di acquisizione il più basso possibile.
I costi di acquisizione di nuovi utenti/clienti è diventato molto dispendioso se si usano i canali tradizionali, le Google Ads o le Facebook Ads sono dei canali di marketing fantastici, ma hanno dei costi e chiaramente cercare di prendere un nuovo utente a 5€ è molto più economico di prenderlo a 30€ e per le startup queste acquisizioni possono essere la differenza tra stare aperti oppure chiudere
Chiaramente non solo Startup ma anche le società tradizionali possono essere seguite da un Growth Hacker ed è importante che vengano trovati nuovi metodi per espandere il servizio o il prodotto nella maniera più economica e più veloce possibile

Growth hacking: il processo deve essere misurabile, ripetibile e scalabile

Come abbiamo lasciato intendere nei precedenti paragrafi, il Growth hacking è propriamente un processo, un’operazione di sperimentazione e analisi, non un punto d’arrivo. Questa pratica si delinea come un flusso sperimentale di attività che vengono compiute e dalle quali vengono rilevati segnali utili a identificare le corrette strategie da percorrere per incrementare un business.
Ogni parte di tale processo di lavoro deve essere messa in atto, osservata costantemente, analizzata, implementata e migliorata, qualora non desse i risultati sperati in relazione agli obiettivi prefissati.
Come abbiamo detto, alla base di questo processo ci sono dei veri e propri esperimenti.
Essi, per essere funzionali e strategici, devono avere requisiti ben determinati.
Innanzitutto, i risultati devono essere misurabili, ovvero possedere una metrica specifica che renda possibile la misurazione quantitativa dei risultati.
Devono poi essere ripetibili, ovvero deve esserci la possibilità di replicare tali esperimenti più volte, al fine di raggiungere più risultati favorevoli a conferma che la strada che si è scelta sia quella migliore.
Infine, devono essere scalabili, per rendere possibile una crescita veloce e performante proporzionata alla scala che si prende in considerazione.
Dopo aver spiegato nel dettaglio cosa s’intende per Growth Hacking è bene concretizzare la prospettiva offerta con degli esempi di successo, come quello di Hotmail che ha fondato il suo successo grazie ad una piccola frase di chiusura infondo alle e-mail inviate attraverso il loro client di posta.
La frase recitava “Ti voglio bene”, un post-scriptum capace di delineare il successo dell’azienda.
Un altro esempio di grande rilievo riguarda Gmail che ha esordito lanciando i propri servizi unicamente su invito.
Questi due esempi testimoniano che non esistono sistemi preformati da mettere semplicemente in pratica, bensì è necessaria un’analisi accurata da sviluppare in partenza, per stimolare un lavoro di sperimentazione accurata e individuare la giusta strada verso un incremento importante delle vendite e del business aziendale.
Ormai ampiamente diffuso nei paesi stranieri più digitalizzati, questo approccio strategico con il tempo è stato sdoganato anche in Italia.
Non è difficile infatti trovare esperti del settore in grado di supportare e promuovere la crescita esponenziale di un business, attraverso tecniche sperimentali in continua evoluzione.

Recommended Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.